Apricena

Alcuni autori affermano che questa città trae origine, nel VII-VIII secolo a.C. da Uriate dopo l’invasione del Gargano, degli Illiri Dauni. L’autore citato trae spunto da alcune epigrafi greche rinvenute in Vieste. A sostegno della tesi dell’origine Daunia sono i numerosi reperti, ritrovati in particolari sepolture a cassa litica sia nel territorio che nella città di Apricena. Altri da un insediamento romano denominato Collatia, città ricordata da Plinio e Frontino.

La storia documentaria della città di Apricena ha origine nell’XI secolo d.C. con la donazione del Casale di Apricena al monastero Benedettino di San Giovanni In Piano. Questo monastero, secondo la leggenda, ha ospitato anche San Francesco d’Assisi nel suo pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo ed in Terra Santa. 

Apricena vive il suo momento di maggior splendore con gli Svevi. Difatti l’Imperatore Federico II di Svevia dimorò per lunghi periodi in questa città, qui venne preparata l’alleanza tra Federico II e i ghibellini della famiglia degli Ezzellino da Vicenza. E’ attestata la venuta di Federico II in questa città per ben tredici volte e tutte le volte i soggiorni sono stati lunghi tanto da giustificare la ristrutturazione e, per quanto possibile, l’ampliamento del preesistente castello, quello che oggi chiamiamo Palazzo Baronale o Torrione, onde adeguarlo alle mutate esigenze di ospitalità. Con la morte di Federico II e con la caduta di Manfredi, suo figlio, questa terra, come tutto il Mezzogiorno d’Italia, passò sotto la dominazione dei Francesi: Angioini e successivamente degli Aragonesi.

Nella sua storia molti furono gli eventi calamitosi, in particolare il 30 di luglio 1627 un terremoto di inaudita violenza rase quasi completamente al suolo la Procina. Nel giro di due o tre anni venne interamente ricostruita. E’ in quest’epoca che venne ricostruita l’attuale chiesa matrice dedicata a San Martino e a Santa Lucia. Oggi San Michele Arcangelo è compatrono con Maria SS Incoronata.

La città è famosa per la Pietra di Apricena e per le sue cave. La Pietra è un materiale con tonalità oscillanti tra il beige, l’avorio ed il rosato, con frequenti venature il più delle volte sottili e sinuose, che ne caratterizzano la superficie. In passato è stata utilizzata per varie decorazioni della reggia di Caserta ed in vari palazzi a Roma. Un notevole utilizzo si è avuto anche nel vicino comune di Foggia (Chiesa del Carmine, Palazzo della Camera di Commercio, nel monumento dedicato ad Umberto Giordano). Anche nel resto della provincia si possono incontrare molte opere costruite con questo materiale: la facciata della Chiesa di San Lorenzo delle Benedettine a San Severo, la fontana nella splendida piazza Vittorio Emanuele di Serracapriola, Casa Sollievo della Sofferenza e la facciata di Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, qui nella chiesa di Padre Pio  la Pietra di Apricena (nella varietà bronzetto) è utilizzata per gli scopi più disparati (composizione della struttura portante, pavimentazione, decorazioni). Anche all’estero la pietra di Apricena e di Poggio Imperiale ha riscosso notevole successo nelle sue differenti varietà: in vari paesi del medio e dell’estremo oriente si è utilizzato in massima parte il serpeggiante, in Europa, soprattutto in Germania, il fiorito adriatico, negli Stati Uniti d’America e in Canada è molto richiesto il rosso Italia, oltre al serpeggiante e al fiorito adriatico.

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