San Paolo di Civitate

Il primo insediamento in territorio di San Paolo di Civitate risale al I millennio a.C., quando popolazioni daunie fondarono l’importante insediamento di Tiati (o Teate). Conquistato dai Romani nel 318 a.C., Tiati assunse il nome di Teanum Apulum e divenne un municipium dotato di autonomia amministrativa.
Nel 207 a.C., da Teanum partì la controffensiva romana guidata dal console Gaio Claudio Nerone contro l’esercito cartaginese di Asdrubale Barca, giunto in soccorso del fratello Annibale, che venne sconfitto e ucciso nella battaglia del Metauro. In epoca imperiale Teanum fu ribattezzata col nome di Civitate.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, conobbe l’avvicendarsi delle varie dominazioni bizantine, longobarde e normanne e nell’XI secolo divenne sede vescovile.
Nel 1043 il Parlamento generale dei baroni Longobardi e Normanni istituì la baronia di Civitate, vassalla della Contea di Puglia.
Primo conte ne divenne Gualtiero, un cavaliere normanno imparentato con la casata Altavilla, la baronia comprendeva la città di Civitate e una porzione della Capitanata.
Il 18 giugno 1053 si svolse la battaglia di Civitate che vide contrapposti i Normanni di Umfredo d’Altavilla e un esercito di Suebi, Italici e Longobardi coalizzati da papa Leone IX.
Alla morte di Gualtiero, nel 1060 quale signore di Civitate gli succedette Amico II.
L’attuale centro urbano sorse con il nome di San Paolo dei Greci nella seconda metà del XV secolo per iniziativa di una colonia di albanesi provenienti da Torremaggiore e Civitate che nel 1573 stipulò un istrumento con il feudatario don Cesare I Gonzaga che li autorizzava alla costituzione del nuovo casale attorno alla preesistente chiesa di San Paolo e al palazzo baronale avviato pochi anni prima da Giovanni Battista Carafa.  L’organizzazione politica, amministrativa ed economica del casale, fu tale da attirare molte altre persone che vennero qui ad abitarvi. Si assistette così ad un allargamento dell’agglomerato urbano,  che interessava l’area delle immediate vicinanze del palazzo baronale, alla costruzione della Chiesa di San Nicola e della Chiesa di Santa Maria di Loreto.
Il 30 luglio 1627 un violento terremoto distrusse quasi interamente il casale, del quale restarono in piedi solo la chiesa di San Paolo e il palazzo baronale.  Andrea Gonzaga, feudatario di San Paolo nel 1641 come atto di pietà nei confronti degli abitanti del posto, ricostruì il casale e costruì una nuova Chiesa riutilizzando i locali adibiti a stalle del palazzo baronale: la Chiesa San Giovanni Battista. La ricostruzione del casale seguì un attento piano urbanistico con la realizzazione di strutture abitative regolarmente affiancate e giustapposte e di una rete stradale ad assi rettilinei e paralleli. Dopo l’Unità d’Italia un decreto regio diede al comune di San Paolo dei Greci l’attuale denominazione.

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