Serracapriola

Sul nome di Serracapriola esiste una leggenda: si narra che un conte intento nella caccia inseguì un capriolo che lo condusse in un piccola grotta dove con stupore notò un altare con una bellissima immagine raffigurante la Madonna. Gli abitanti costruirono in onore della Vergine una chiesetta, Santa Maria in Silvis, ed accanto ad essa diedero vita al centro abitato, che dalla legenda, prese il nome di Serracapriola.

Dopo diverse vicissitudini, la città fu ceduta ai Benedettini dell’abbazia di Montecassino, che, nel 1100, vi stabilirono la propria residenza.  ll borgo venne attaccato dai Turchi nel 1566 difendendosi strenuamente, in una delle tante scorribande che infestarono la Puglia culminanti con le stragi di Vieste e Otranto. Serracapriola fu infeudata a più nobili famiglie, tra cui gli Sforza, i Guevara e i Maresca. La sua storia ha seguito quella del resto della regione, assoggettata a diverse dominazioni fino all’ingresso nell’Italia unita, nel 1861. La costruzione più antica del paese è il castello costruito nell’XI secolo, in piena dominazione federiciana – sveva. Nel corso dei secoli sono state apportate modifiche alla struttura originaria, sia in funzione della sua utilizzazione sia nelle riparazioni effettuate a seguito del terremoto del 1627 che interessò tutto il nord della Capitanata.

La chiesa più antica del paese è Santa Maria in Silvis, edificata qualche anno dopo il castello. Dell’antica struttura è oggi visibile soltanto l’antico portale architravato in pietra. Di grande evidenza è la chiesa di San Mercurio, presenti sul territorio anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita interamente in cotto, e oramai sconsacrata, e la chiesa di Sant’Anna con la sua facciata quadrata, la chiesa e il convento di Sant’Angelo. La mistica chiesetta di Santa Maria delle Grazie fu dichiarata Santuario nel 1971.  Il titolo di santuario fu a gran voce richiesto dal popolo per i tre miracoli verificatisi nella chiesetta nel corso dei secoli: il più antico è quello che riguarda la liberazione del popolo serrano dall’invasione turca ad opera del salvifico intervento della Madonna, venerata nel Convento nella rappresentazione di una tavola lignea dell’artista Francesco da Tolentino datata 1534 che troneggia al centro dell’altare centrale. Il luogo è divenuto famoso nella storia recente per aver ospitato anche San Pio da Pietrelcina tra il 1907 e il 1908 durante gli anni del suo noviziato per lo studio della teologia.

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